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Ecuador: l'itinerario sul treno delle Ande

La storia del treno delle Ande (Ferrocarril Transandino, come viene chiamato in Ecuador) è travagliata e risale lontano nel tempo.

Tutto iniziò attorno al 1860 quando si pensò di congiungere via ferrovia Quito e Guayaquil. Si trattava del più ambizioso progetto mai studiato per le difficoltà, che presentava il tracciato, di attraversamento della catena andina. Dopo varie peripezie, ostacoli ed interventi anche di ingegneri statunitensi, nel 1908 finalmente si completò anche l'ultimo tratto; a questa opera fece seguito (siamo nel 1915) la costruzione del braccio da Sibambe a Cuenca che terminò 50 anni dopo! Purtroppo i danni causati dalle piogge torrenziali nel 1982-83 e nel 1997-98 ne causarono una chiusura che al tempo del nostro viaggio da temporanea pareva divenuta definitiva: solo la tratta Riobamba - Guamote - Alausi - Sibambe era stata riparata.


Questo itinerario lo troverete descritto in molti siti e depliants turistici come inebriante, mozzafiato, al cardiopalma, da brivido e con tanti altri aggettivi. Per quanto mi riguarda preferisco ricondurlo ad un più realistico "divertente". Ci sono sicuramente diversi tratti a strapiombo o affogati in gole strettissime che lo rendono una interessante attrattiva, ma da qui ad utilizzare quegli aggettivi mi sembra eccessivo. Peraltro, ciò che rende veramente interessante questo viaggio è l'attraversamento di terre impervie, isolate e aspre dove, nonostante le estreme difficoltà, la vita contadina riesce a ricavare sudati frutti da coltivazioni su forti pendenze. Cura della terra che, ovviamente, è rigorosamente manuale: dalla zappatura, alla semina, al raccolto; anche l'irrigazione, quando non si riesce a sfruttare - a mezzo di ingegnose canalizzazioni scavate a mano - la presenza di una sorgente, è portata a termine dalle braccia umane. E qui non conta l'età: ho visto anche bambini di forse 6-8 anni pascolare miseri greggi o trasportare fasci di raccolto.      

Di folcloristico conserva ben poco, almeno da quando è stata pensionata (circa 20 anni fa) la storica e sbuffante locomotiva a vapore per essere rimpiazzata da un più moderno traino a diesel con 5 vagoni.
Per i più pigri ed i meno avventurosi, da poco tempo è in servizio anche un autobus alternativo su rotaie: comode poltroncine girevoli sul tetto, altrettanto comodi sedili all'interno. Parte pochi minuti prima e - da quanto si diceva - dovrebbe fare lo stesso percorso: noi non l'abbiamo più rivisto. Non ho altre informazioni.

Ma torniamo al vero ferrocarrill. Il viaggio è abbastanza stancante, sono necessarie 6 ore per percorrere l'intera tratta Riobamba - Alausi - Nariz del Diablo - Alausi: da questa località occorre poi prendere un autobus per tornare a Riobamba (1h.30' di bus), oppure a Cuenca in 4h. o dirigersi altrove. In alternativa, c'è chi si azzarda a salire ad Alausi per farsi solo il tratto più emozionante (giù fino in fondo alla Nariz del Diablo) ma è praticamente impossibile salire sul treno perchè è affollato, quindi fate voi.

Ci sono due modi per stare su questo treno per 6 ore: il primo, più comodo ma assai meno spettacolare e molto limitativo, è quello di accomodarsi nell'unico vagone con i sedili (ci possono stare circa 40 persone), il secondo (scelto da noi) è di inerpicarsi sul tetto di uno degli altri 4 vagoni (sono carri merci che vengono utilizzati per il trasporto nei paesi attraversati) e restarci per tutto il viaggio! Da qui si potranno sicuramente apprezzare in pieno sia i paesaggi, gli scorci sulle profonde gole e sulla vita contadina ma occorre essere mentalmente preparati in quanto non è il modo più comodo di viaggiare! Per questo è altamente consigliato, direi indispensabile, munirsi almeno di un comodo cuscino da mettere sotto le natiche (il tetto dei vagoni è anche ondulato!) o noleggiarlo per $us1 alla partenza da Riobamba.

L'escursione non presenta pericoli ma sono utili alcuni consigli di viaggio:
a) i biglietti è necessario acquistarli il pomeriggio precedente (muniti di passaporto, alla stazione di Riobamba, prezzo $us 11) per prendere i posti "migliori" sul tetto o sul vagone con i sedili;
b) si viaggia 3 giorni alla settimana (mercoledì, venerdì e domenica), il treno parte alle 7, ma già alle 6 comincia la fila per salirvi quindi sapppiatevi regolare!
c) occorrono giacche a vento, cappello e (per i più freddolosi) guanti di lana: si parte da 2.750 m. per salire a 3.200m., alle 6 di mattina e per qualche ora c'è freddo. Ma vestitevi in modo pratico: non arriverete a destinazione puliti!
d) munitevi di abbondante acqua (e magari di qualcosa da mettere sotto ai denti) per evitare i rischi di disidratazione e di crema solare.   
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